Dazi americani, le strategie dell’arredo FVG

Il mercato statunitense lo scorso anno è stato il principale mercato di sbocco dell’arredo FVG, per la prima volta nella storia. Un trend positivo che compensava i rallentamenti in mercati tradizionalmente forti, per il FVG, come Francia e Germania. Ora, l’introduzione di dazi del 20% sulle importazioni negli Stati Uniti impone una riflessione sulle possibili ripercussioni per le aziende regionali.

“È fondamentale distinguere tra i diversi segmenti del comparto – osserva il presidente del Cluster Arredo FVG, Edi Snaidero -. Nel settore della componentistica, l’incremento dei dazi potrebbe influenzare le decisioni degli uffici acquisti americani, spostando le scelte verso fornitori alternativi. Il rischio è elevato, soprattutto per i prodotti più facilmente sostituibili ed economici. Diverso il discorso per l’arredo di fascia alta e il made in Italy, inimitabile per design e identità: questo segmento è più protetto, poiché meno replicabile rispetto ai prodotti di fascia bassa, maggiormente esposti alla concorrenza”.

La reazione dell’Unione Europea potrebbe tradursi in un irrigidimento delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti? “Intanto il comparto deve prepararsi a gestire il cambiamento, cercando soluzioni – prosegue Snaidero -. Non possiamo limitarci ad attendere gli sviluppi di una possibile guerra commerciale, cerchiamo di adottare strategie concrete. In questo senso, l’azione della Regione FVG è preziosa: già nel piano “Manifattura 2030” sono state delineate misure a supporto dell’internazionalizzazione, con un percorso che rafforzerà la presenza delle aziende sui mercati più lontani, in collaborazione con il nostro Cluster”.

Un’altra opzione per mitigare l’impatto dei dazi è l’adozione di nuove strategie commerciali. “Delocalizzare la produzione non è una soluzione percorribile: il valore del made in Italy si fonda sulla produzione nazionale – precisa Snaidero -. Tuttavia, alcune aziende, soprattutto grandi, hanno già sviluppato presenze dirette sul mercato americano, ad esempio attraverso uffici commerciali in loco. È una misura tampone, ma può rappresentare un primo passo per mantenere il posizionamento”.

A lungo termine, la strada da seguire è la diversificazione dei mercati. “Oltre agli Stati Uniti, esistono aree con grande potenziale, come il sudest asiatico e il Medio Oriente – osserva il presidente del Cluster -. Anche i paesi del nord Europa e la Spagna stanno offrendo risposte positive. Siamo speranzosi per il futuro: la Germania sta effettuando investimenti significativi che potrebbero tradursi in una ripresa della domanda”.

È evidente che le piccole e medie imprese incontrino maggiori ostacoli rispetto alle grandi aziende. “Ogni anno si presentano nuove sfide – conclude il presidente del Cluster Arredo -. Il settore deve essere resiliente e flessibile, ma per le PMI è indispensabile un supporto adeguato in termini di risorse e strumenti per affrontare il contesto internazionale. E in questo il Cluster, con la Regione, sta facendo la sua parte”.